

Appena aperti gli occhi, non poteva percepire la luce. Un trapianto di cornea, a soli due mesi di vita, gli restituisce la prospettiva della vista e di uno sviluppo normale. Succede a Londra, al Great Ormond Street Hospital for Children, l’ospedale pediatrico della capitale del Regno Unito, dove un piccolo paziente nato con una malformazione agli occhi ha potuto scoprire il dono della vista grazie ad un tessuto donato da una famiglia veneta e inviato da Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. Oltre a Londra, molti altri centri esteri si sono fatti avanti per richiedere nelle ultime settimane tessuti per trapianto, approfittando del rallentamento dell’attività nei centri veneti e italiani, che per la Banca degli Occhi hanno la priorità. Solo in agosto 30 cornee sono state inviate in Sudafrica, 21 in Olanda, 12 in Germania, 6 in Serbia, 8 in Arabia Saudita e Svizzera, 6 in Portogallo, altri tessuti in Belgio e nel Regno Unito. Trapianti, per i quali l’invio di tessuti è regolato da convenzioni e rispetta la normativa italiana e europea, resi possibili a Venezia anche grazie al supporto dell’Unità Territoriale veneziana dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, che da anni fornisce tempestivamente la sua collaborazioni per far sì che i tessuti giungano ai riceventi nei tempi e nelle condizioni migliori, come spiega nell’intervista a Bluradio Veneto il direttore della Fondazione Diego Ponzin.
Per BluRadioVeneto:
Fiorella GIrardo