800 gli allevatori sul Brennero, controllori del Made in Italy

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Latte francese che a Latina diventerà una mozzarella "Made in Italy", altro latte tedesco destinazine Varese, fiori olandesi diretti a Napoli, prosciutti olandesi che andranno a Modena, forse a vestire una confezione sempre "Made ... a casa nostra". Questi i prodotti trovati nei camion in entrata in Italia al vallico del Brennero e letteralmente ispezionati dai soci di Coldiretti, arrivati da tutto il Paese. L'assenza di etichettatura, ha commentato anche Franco Manzato Assessore all'Agricoltura del Veneto, "danneggia tutti, a partire dai nostri imprenditori agricoli che si spaccano la schiena per fare meglio degli altri e vengono penalizzati da una mondializzazione che porta in Italia produzioni senza qualità ed esporta un marchio, il 'made in Italy', che arricchisce a chi lo spaccia agli acquirenti senza che ci sia una ricaduta sui redditi di chi effettivamente lo produce". "Senza chiarezza e senza regole, che evidentemente qualche mondializzatore non vuole - ribadisce Manzato - il consumatore trova prezzi aumentati e incertezze, mentre i nostri produttori si vedono continuamente rosicchiare il reddito. Noi facciamo meglio il vino, i formaggi, i salami, la frutta e la verdura, il grano e tante altre buone cose di qualità". Ma sentiamo al nostro microfono il Presidente di Coldiretti Treviso, Fulvio Brunetta, oggi sul valico del Brennero con circa 200 allevatori trevigiani.

Per BluRadioVeneto: 
Elena Mattiuzzo