Alessandro Ferrais

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Giovedì 26 Gennaio ore 21:00

Giovedì 26 Gennaio alle ore 21.00, nel corso di "Bluradiosera" condotto da Agostino Spolaore con Maurizio Calzavara, intervista e showcase acustico del cantautore veronese Alessandro Ferrais, per la presentazione del suo nuovo lavoro che prende il titolo di "Il centro delle distanze".  
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Ferrais è un artista per il quale la definizione di  cantautore nel senso più stretto del termine non risulta appropriata.

Fin da piccolo la sua curiosità di scrutare attraverso le stanze dell'anima, il mondo labirintico dei sentimenti e delle relazioni con le radici dell’esistenza lo ha spinto a scrivere poesie (molte delle quali perse) in modo viscerale ed  ossessivo fino all’incontro-scontro con la chitarra, "strumento" e "veicolo" che lo incitano alla sintesi ed ad un modo diverso di esplorare la natura enigmatica della realtà.

La  sua "navigazione" sonora  si dirige verso l'esplorazione di sound e territori musicali oltre i confini italiani: per una visione artistica, senza confini ed internazionale.

Questa è la chiave di volta della sua maniera di scrivere molto istintiva, che abbraccia dimensioni di un passato importante per poi trovare stimoli per un futuro da cercare e realizzare.

Ferrais si immerge nella scena rock italiana, offrendo il suo contributo, in cui il cantautorato si coniuga perfettamente con la musica alternativa ,la musica di ricerca.

Cerca di superare i cosidetti paletti, i circoli chiusi, ed in ciò aiutato da frequentazioni importanti di artisti diversissimi ma che hanno un denominatore comune ovvero l'estrema cura e l'originalità dei messaggi sonori, e quando si parte dai Deus ci si imbatte nei Cure, si resta frastornati dai tormenti  dei Joy Division,e ammaliati dalle creazioni dai Mum o  David Sylvian, e ci confronta con la maestria di De Andre e di Battiato, fino a sorseggiare le country invention degli Yo La Tengo, si capisce il perchè con Alessandro Ferrais non si parla mai " di musica per soli ritornelli".

"Anche Nick Drake è stato un'artista dallo stile molto curato pur utilizzando solo chitarra e voce: quindi non contano i mille suoni a disposizione ma è solo una cosa simile ad una dimensione spirituale. Stimo chi possiede questa facoltà anche in un gruppi metal o noise o di altri generi ancor piu' pesanti.”

Alla luce di questa citazione dell'immenso Nick si spiega perchè Alessandro in un certo momento abbia voluto sperimentare da solo, e rinunciare all'apporto  della band nell'esecuzioni live delle  sue canzoni , perchè il messaggio non lo rappresentava più adeguatamente.

E questa nuova  sua nuova realizzazione, questo suo primo album  a lunga durata nasce anche da questi presupposti e dalla fiducia accordatagli dal Direttore Generale Guido De Gaetano della casa discografica di Bologna, la Cancan Musicpublishing , il quale si innamora delle sue canzoni e decide di investire artisticamente su di lui. Da questo incontro nasce l’album dal titolo enigmatico "Il centro delle distanze".

"Se alcuni indizi ci riportano alle forme del cantautorato italiano questo avviene più per confonderci tra un brano e l’altro che per un legame vero e proprio con la canzone d’autore. "

La musica di Ferrais è invece innamorata delle sfaccettature , dei diversi momenti delle diverse sensazioni e le varie tracce del lavoro confermano questa varietà nello continuo sperimentare che è la caratteristica del disco.

Si parte con la traccia numero 1  "il pezzo mancante", su una base elettronica non pesante ma consistente, con una melodia strascicata quasi tirata  in cui amichevolmente si confrontano i Csi di Ferretti  ed i vecchi pargoli di un Garbo di annata.

" Il centro delle distanze", è un' accattivante dondolio di melodia, ed ha subito entusiasmato tante radio americane tanto da piazzarlo al 7° posto tra i pezzi più  ascoltati nel circuito  delle indipendenti IndiMusic Channel.

Il pezzo è molto attraente anche con quel giro di elettrica dalle grandi ammalianti intensita'.

"Tutta copre la marea" è un bel viaggio pop, molto semplice nella costruzione ,ma decisamente invitante nell'approccio.

Bella" Fame d'aria", una ballad sostenuta dall'uso dei fiati.

"Il mio codice", traccia 5, prende subito grazie ad un giro della elettrica  ed un ritornello evidenziato  dalle tastiere, quasi fine anni 60 inizio 70 un singolo potenziale.

E che bel blues che l'armonica evidenzia in" L'intersezione", i vari mondi di Alessandro ancora una volta vengono fuori prepotentemente.

La traccia numero 9 "Libellula", è molto invitante per gli impasti vocali, l'uso del falsetto, e quella elettrica in sottofondo che percuote dolcemente intervallata dall'acustica , per poi lasciare spazio alla esplosione della vocalità, ma sempre molto misurata quasi un “divertissement”.  Tanta fatica per Alessandro ma ne valeva assolutamente la pena. 

Gli speciali del Giovedì sono a cura di Agostino Spolaore. Un grazie a Chiara Goffo

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Per BluRadioVeneto: 
MAURIZIO CALZAVARA
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