Andrea Pozza

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Giovedì 12 Luglio ore 21:00

Giovedì 12 luglio dalle ore 21.00, nel corso di "Bluradiosera" condotto da Agostino Spolaore e Maurizio Calzavara, intervista e showcase acustico con Andrea Pozza valentissimo pianista jazz, per la presentazione del suo nuovo lavoro come European Quintet dal titolo "Gull's Flight".
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Andrea Pozza si dedica alla carriera jazzistica da circa 30 anni.
Ha avuto l'occasione di esibirsi ed incidere con grandi musicisti come Harry "Sweet" Edison, Bobby Durham, Chet Baker, Al Grey, Scott Hamilton, George Coleman, Charlie Mariano, Steve Grossman, Enrico Rava,Massimo Urbani, Larry Nocella, Lee Konitz.

Ha collaborato stabilmente con Sal Nistico, ha fatto parte del quartetto di Steve Grossman, con il quale ha suonato a Londra, Parigi ed in importanti festival internazionali negli anni 90' e col quale collabora tuttora.

Ha collaborato stabilmente per più di 25 anni con Gianni Basso, col quale ha inciso numerosi cd, tra i quali particolarmente significativo quello interamente dedicato alla musica di Billy Strayhorn (Philology).

Ha collaborato stabilmente con Luciano Milanese, condividendo con lui il palcoscenico nel quartetto di Basso, De Piscopo e molti altri ed incidendo numerosi cd tra i quali importanti sono i primi tre del Trio di Andrea.

Ha fatto parte del Quintetto di Enrico Rava (insieme a Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso e Gianluca Petrella) dal 2004 al 2008 col quale ha inciso per la ECM “The Words And The Days” (uscito nel 2007) e si è esibito in alcuni dei più importanti festival e concert halls in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, USA, Canada, Brasile, Argentina, Giappone. Col Quintetto ha anche avuto occasione di suonare con ospiti del calibro di Roswell Rudd e Pat Metheny.

Fa parte del Quartetto di Rosario Bonaccorso col quale ha inciso i cd “Appunti Di Viaggio” e “In Cammino” prodotti dall' Auditorium di Roma.

Fa parte del quartetto “New York Connection” coodiretto con Emanuele Cisi (tenor).

Ha inciso otto cd a suo nome: “Introducing” per la “Philology”, “Plays Ellington, Monk and Himself “per la “GoFour”, "Sweet Lorraine" per la Giapponese Venus Rec,“Love Walked In” per l' inglese “33Records” , “Drop This Thing” , "New Quiet",“Blue Daniel”per la “Dejavu Records” e “Gull's Flight” Andrea Pozza European Quintet per la ABEAT REC.

Negli ultimi anni si è dedicato anche al duo pianistico con Dado Moroni, Enrico Pierannunzi, Rossano Sportiello, Michele di Toro e anche in un "dialogo" tra la Musica Classica ed il Jazz con Andrea Bacchetti.

Tra i suoi ispiratori troviamo Teddy Wilson, Bud Powell, Bill Evans, Winton Kelly,  McCoy Tyner, Paul Bley.

Collabora stabilmente tra gli altri con Fabrizio Bosso, Bob Bonisolo, Tullio DePiscopo, Dado Moroni, Ferenc Nemeth, Bob Sheppard, Antony Pinciotti, Furio DiCastri, Jos Machtel, Andrea Celeste, Mattia Cigalini, Orazio Maugeri .

Di recente uscita “Enter Eyes” in duo piano e voce con Andrea Celeste e “Blue Daniel” settimo cd in trio con Aldo Zunino (bass) e Shane Forbes (drums).

L' ultimo progetto a suo nome è l' "Andrea Pozza European Quintet" con musicisti inglesi (Christian Brewer e Shane Forbes) e olandesi (Dick DeGraaf e Jos Machtel) del quale è appena uscito il CD “Gull's Flight” per la ABEAT Rec

Dick de Graaf (tenor) Christian Brewer (alto) Andrea Pozza (piano)
Jos Machtel (bass) Shane Forbes (drums)
recorded in Marzo 2011 Studio Miotto Biella ABEAT Rec di Mario Caccia

Se sbirciamo nelle note biografiche di Andrea c'è da rimanere impressionati in senso positivo.

Lui ha suonato con il Gotha del jazz italiano, e non solo, Enrico Rava, Gianni Basso, Rosario Bonaccorso, e collabora stabilmente con Tullio de Piscopo che spesso e volentieri ha toccato sentieri non prettamente jazzistici.

Un grandissimo artista, che ha calcato le scene dei palcoscenici mondiali più importanti.

Andrea Pozza trova come punto di riferimento fondamentale per il suo evolversi  Bud Powell e sopratutto Mc Coy Tyner, il cui pianismo che spesso e volentieri noi amanti del rock abbiamo evocato quando rispettosamente incrociavamo gli arabeschi  di Coltrane di A love Supreme

Andrea Pozza crea un nuovo progetto estremamente interessante. L'European Quintet.

A tal proposito nelle note di di copertina del disco Enrica Rava dichiara "Dentro di lui c'è tanto di quel jazz che quando finalmente si decide a regalarci un nuovo cd ci rendiamo conto di quanto la sua musica sia viva, straordinaria, imprescindibile” e conclude, riferendosi alla nuova formazione in quintetto: “Speriamo che questo disco sia il primo di una lunga serie”.

Di rimando  Rosario Bonaccorso  dice " In questo CD Italia, Inghilterra e Olanda dialogano in jazz proponendoci un linguaggio musicale colto, dove convivono freschezza espressiva e disciplina musicale”.

Bella la considerazione di Rosario Bonaccorso un dialogo in European Quintet, un insieme di idee, per un lavoro  con brani assolutamente originali, un fattore di grande rilevanza.

Le musiche del cd,  appunto sono scritte dallo stesso Andrea Pozza e da Dick de Graaf, quest’ultimo tra i più prolifici compositori del nuovo millennio, oltre ad essere attento studioso di nuove influenze e stili.

Dick De Graaf è un sassofonista olandese di grande valore che trova con Andrea un'ottima comunione di intenti nella cosiddetta ricerca di nuove vie da percorrere.

La formazione comprende anche gli inglesi, Christian Brewer al sax alto e Shane Forbes alla batteria, e gli olandesi oltre al già citato Dick DeGraaf al sax tenore e soprano e Jos Machtel al contrabbasso e naturalmente Andrea Pozza, al piano.

Shane Forbes è un batterista giovanissimo ma di ottima predisposizione, mentre Joas Matchel al contrabbasso, è dotato di una particolare tecnica della “mano destra” che ben si amalgama nell'insieme di questo quintetto europeo.

Sono 10 pezzi di grande manierismo sonoro, ma sempre in un'ottica di totale interscambio tra le componenti.

Fra i brani tutti di alto livello, il vivace Sem Palavras che parte con gli strumenti che si rispondono vicendevolmente giocando su di una nota che vagamente, io rockettaro mai pentito, mi portava ad immaginare qualche vago sentore di riff di straordinaria conoscenza, un pezzo che poi si allarga come si conviene e poi Le Poirier Fatigue brano che Andrea guida con straordinaria efficacia, ed in cui l'amalgamarsi di suoni non prettamente jazzistici legati a compositori dei primi del novecento come Satie è felicemente riscontrabile. Un brano di grande fascino e di immediata presa. 

Gli speciali del Giovedì sono a cura di Agostino Spolaore 

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