Ben Glover (Irlanda)

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Martedì 21 Marzo ore 22:30

Martedì  21 marzo a partire dalle ore 22:30, nel corso di “Rockwave Live” trasmissione condotta da Stefano Dainese, intervista e showcase del cantautore irlandese trapiantato a Nashville Ben Glover, per la presentazione dell’ultimo album solita dal titolo "The Emigrant”. Ad accompagnarlo alla chitarra Colm McLean.
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Dopo il successo del progetto degli Orphan Brigade, seguito anche da un tour italiano per presentare l’acclamato “Soundtrack To A Ghost Story”, il cantautore irlandese trapiantato a Nashville Ben Glover torna con un progetto solista. Nel suo nuovo album “The Emigrant” affronta la tematica universale dell’emigrazione e le sfide personali che essa pone. La scelta stessa dei pezzi sembra voler mettere in comunicazione le due sponde dell’Atlantico, con sei canzoni folk tradizionali e quattro pezzi originali, alcuni dei quali scritti a quattro mani con Gretchen Peters, Mary Gauthier e Tony Kerr.

Pur essendo vicino a un concept album per la presenza di un filo conduttore, “The Emigrant” tratta però più in generale di come affrontiamo il cambiamento, la perdita e la speranza, e di come alla fine, messi di fronte alle prove della vita, sopravviviamo. L’argomento tocca molto da vicino Glover che, emigrando negli Stati Uniti, si è scontrato non solo con gli ostacoli burocratici, ma anche con alcune delle grandi domande esistenziali: sopra tutte, cosa sia e dove si trovi la nostra “casa”. Il disco è nato mescolando queste riflessioni con le radici musicali del cantautore, che nello stesso periodo stava attraversando una fase di rinnovato interesse per la musica tradizionale irlandese e le ballate folk della sua infanzia.

Originario del placido villaggio costiero di Glenarm, nell’Irlanda del Nord, Ben Glover ha fin dall’inizio attinto anche dalla tradizione musicale di oltreoceano: ad appena tredici anni già suonava nel pub locale sia melodie irlandesi che canzoni di Hank Williams e Johnny Cash. E durante l’università trascorreva le estati a Boston, ripagandosi il viaggio nei bar a suon di ballate folk irlandesi e pezzi di Christy Moore e dei Pogues, mentre tornato in patria cantava Dylan e Springsteen. Nel 2009 si è poi trasferito a Nashville, immergendosi nella cultura del Sud. Il punto di partenza è stata un’esplorazione geografica dei suoi riferimenti musicali: la lapide di Hank Williams a Montgomery, in Alabama, la casa d’infanzia di Johnny Cash a Dyess, in Arkansas, la tomba di Robert Johnson a Greenwood, in Mississippi. Queste esperienze hanno plasmato l’anima del suo acclamato album da solista del 2014 “Atlantic”, che fonde sonorità folk, rock, americana e blues con testi appassionati. Ora, con “The Emigrant” Glover prosegue la ricerca del suo posto nel mondo.

Il primo pezzo che il cantautore ha composto è stato “The Emigrant”, concepito nelle campagne irlandesi e portato poi a termine con Gretchen Peters a Nashville. Da lì è scaturito il desiderio di creare un disco che unisse una tradizione più antica con lo spirito dei giorni nostri. Ben Glover ha selezionato così una quindicina di pezzi folk irlandesi, li ha provati in studio e ha selezionato quelli che meglio si inserivano in un disco corale che raccoglie le voci di personaggi in cerca di un’appartenenza.

Glover ha scelto di circondarsi di artisti con cui collabora spesso, dal co-produttore (con Glover stesso) Neilson Hubbard, con cui ha già registrato un album nella formazione degli Orphan Brigade, a Mary Gauthier e alla già citata Peters, con cui nel 2016 ha vinto per “Blackbirds” il premio per il miglior pezzo internazionale agli UK Americana Awards. Questo gli ha permesso di arrivare a scavare in profondità, per trovare sonorità immediate e naturali che fanno trasparire le radici celtiche delle tracce.

In un clima politico spesso segnato dalle storie di xenofobia, Glover spera che “The Emigrant” possa offrire agli ascoltatori un po’ di sollievo. “Non affermerei mai di sapere cosa significhi essere un rifugiato o dover fuggire per salvarsi la vita” ammette. “Ma esistono dei sentimenti universali che tutti i migranti provano: sentimenti di irrequietezza e di tensione verso qualcosa che solo la propria casa, o l’idea di casa, può dare. Può spaventare essere lontani da tutto quello che si conosce ed è familiare, e spero che questo disco dia qualcosa a chi si trova in quella situazione. Il semplice fatto di sentire qualcun altro esprimere i tuoi stessi sentimenti può bastare a dare conforto e a rassicurare. A modo nostro, siamo tutti alla ricerca del nostro posto nel mondo. Proprio come l’emigrante, desideriamo tutti trovare pace e un senso di appartenenza… quella sicurezza che ci viene dall’essere davvero a casa”. 

Rockwave di questa sera è un programma a cura di Stefano Dainese con la regia di Francesco Galante.
Organizzazione e direzione artistica Alberto Prisco.

Grazie a Paolo Ercoli e Andrea “Caterino” Scarso.

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Per BluRadioVeneto: 
Alberto Prisco
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