Cecilia Luce

Venerdì 29 giugno dalle ore 21.00, nel corso di "Bluradiosera" condotto da Agostino Spolaore con Maurizio Calzavara, intervista e showcase acustico della cantautrice lombarda Cecilia Luce, per la presentazione del suo album di esordio dal titolo "Petals".
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Cecilia Luce comprende che la musica è l’arte che esprime meglio il suo essere dall’età di dodici anni, quando incomincia a comporre le sue prime canzoni. Da qui in avanti intraprende studi accademici che la porteranno ad avere sempre più consapevolezza delle proprie capacità.
Si iscrive al Liceo Musicale e studia al Conservatorio di Milano flauto dolce e traversiere, ottenendo la laurea di primo livello con il massimo dei voti (2009), e si dedica, contemporaneamente, allo studio della vocalità presso i Civici Corsi di Jazz (Milano).
Durante le estati frequenta corsi di perfezionamento, preziosi momenti di crescita interiore e musicale, oltre che di conoscenza sociale, sia in ambito classico che jazz, nel corso del quale studia con grandi artisti di fama internazionale, quali: Dan Laurin, Barthold Kuijken, Kees Boeke, Donna McElroy, Michele Hendricks, Dennis Montgomery III.
Incomincia ad esibirsi in varie formazioni per numerose rassegne musicali dall‘età di 15 anni. Nell’ambito moderno, in duo: chitarra - voce, pianoforte - voce; nell’ambito della musica antica, dal duo all’orchestra. Ha avuto modo di suonare per un vasto pubblico in diretta durante la puntata di una trasmissione radiofonica di un canale nazionale italiano (Radio 3, Piazza Verdi, 2009), e di partecipare come figurante in diverse puntate nella sit-com televisiva italiana “Piloti” (2008).
Un incontro che ha segnato la carriera di Cecilia è stato quello nel 2008 con il grande pianista, compositore Giorgio Gaslini. Egli decide di unire le due caratteristiche musicali dell’artista in una raccolta di 5 brani dell‘epoca rinascimentale, rivisitati in chiave moderna, chiamata Suite Elisabettiana.
Cecilia suona il flauto traverso classico e canta accompagnata al pianoforte da Giorgio Gaslini che decide di darle il nome d’arte Cécille Cely. Le canzoni incise sono stata pubblicate nel cd Sinfonico3, Ed. Velut Luna, 2010.
Il 2009 è l’anno della svolta. Terminati gli studi, inizia ad insegnare canto moderno presso la scuola di musica del paese natale e a dirigere un ensemble vocale liceale. Questa esperienza lavorativa, che conduce tutt’ora, la porterà a migliorarsi e a comprendere la vastità dell’esperienze musicali ed emotive. Ma l’incontro con Maurizio Rossi in arte Mr Broderick e Albert Keyn, della nascente casa discografica Kennvad, le permetterà di riprendere in mano le sue prime composizioni e di iniziare la carriera artistica da cantautrice.
Nel Sevenstudio di Albert Keyn, ha la possibilità di conoscere una nuova realtà, Tranceforlife, e un nuovo genere musicale, Trance. Le sonorità elettroniche unite alle progressioni armoniche tipiche della musica antica - barocca, creano una miscela emozionale particolare e nuova per Luce, che la stimolano ed inspirano verso la scrittura di nuove composizioni.
E’ qui che nasce Silent Angels (Albert Keyn feat. Cecilia), primo brano trance cantato e scritto, con testo di Aronne Carminati, da Cecilia, presentato durante l’evento “Trance in Black” del 21 Febbraio 2010, organizzato da Tranceforlife, e che ha visto il debutto ufficiale della cantante stessa nel genere trance.
In casa Kennvad l’artista si sente come in una grande famiglia. Oltre all’intesa musicale percepisce una similarità spirituale che la lega molto allo staff, al punto da scrivere, nell’estate del 2010, per Albert, un motivo cantato - che diventerà poi “Brother’s Signs” - dedicato alla scomparsa improvvisa del fratello.
Il brano viene licenziato nel marzo del 2011 dall’etichetta Blackhole, nello stesso mese, 12 Marzo 2011 la canzone viene presentata al pubblico durante il “Renaissance Festival” dove Luce si esibisce a fianco di Albert Keyn. In poco tempo la canzone raggiunge il terzo posto nelle classifiche di vendita di tracce trance sul famoso sito junodownload uk e il secondo posto su djdownload.com.
Con l’aiuto e la collaborazione di Maurizio Rossi apprende la vita in sala d’incisione e compone numerosi brani nei quali riesce dare libero sfogo alla propria creatività. Tutte le canzoni sono arrangiate da Maurizio seguendo l’idea originale di Luce per poi essere visionate dal produttore della Kennvad. Durante l’estate del 2010 la casa discografica decide di creare un progetto per Luce, dedicato alle sue composizioni, racchiudendole così nel suo primo album.
Oltre l’interesse sconfinato per la musica, Cecilia Luce ama la natura e nutre profondo rispetto per essa e tutti gli essere viventi. Vive in campagna da sempre e la relazione stretta con madre terra le ha permesso di vivere e di crescere, grazie anche all’educazione impartita dai genitori, senza troppi condizionamenti della società odierna. Dedica il suo tempo alla lettura (soprattutto di poesie, brani, racconti, e testimonianze sulla spiritualità) al nuoto e alle persone a cui vuole bene.
Il titolo dell’album è Petals, come una canzone che esso contiene. Ha molteplici significati. I petali rappresentano le singole canzoni, ogni petalo ha la propria identità, la propria storia, pur facendo parte dello stesso fiore, della stessa matrice, questi verranno mossi dal vento ed ognuno vivrà così il proprio destino.
Bella questa confessione di Cecilia questi petali che rappresentano le singole canzoni dieci storie, dieci momenti, dieci sfumature ma sempre da una singola identità.
Perchè di delicate ma a volte tangibili sfumature si deve ragionare nell'universo sonoro di Cecilia.
L'album di esordio per Cecilia, frutto di un progetto nato nel 2009 con l'incontro con Maurizio Rossi ed Albert Keyn, e poi sviluppatosi con il tempo arricchendolo con dieci tracce che esprimono alla grande il messaggio sonoro che Cecilia vuole proporre.
Grazie ad Albert Keyn che mi ha dato la possibilità di realizzare questo sogno, credendo in me. Ti sono eternamente grata.
Grazie a Maurizio Rossi che ha vissuto il mio sentire, mi ha supportata psicologicamente, mi ha permesso di crescere musicalmente, ed è riuscito a ricreare la mia idea musicale. Senza di te sarei stata perduta.
Grazie a Liz Correia, alla tua pazienza, alla tua voglia di collaborare, alla tua amicizia. I miei testi vivono grazie anche a te.
Questi grazie di Cecilia a chi ha creduto in lei rappresenta anche il concetto di gruppo, un gruppo che ha portato avanti un progetto.
Lei viene da una impostazione classica, laureata in flauto dolce al conservatorio di Milano , ma non soltanto anche studi sulla voce d'impostazione jazz e queste sue caratteristiche le ha saputo mettere in evidenza nel progetto "Petals".
Ci sono due chiavi di volta per entrare nel mondo delicato avvolgente ma anche romantico e decadente, a tratti di Petals. Sonorità che partono dalla musica classica, l'alta musica classica.
E quindi l' incontro fondamentale con il grande pianista Giorgio Gaslini, l'impostazione accademica antica e la attuale in una raccolta di 5 brani dell‘epoca rinascimentale, rivisitati in chiave moderna, chiamata Suite Elisabettiana.
Cecilia suona il flauto e canta accompagnata dal pianoforte di Gaslini. Quindi prima chiave di volta il momento classico, in Petals ci sono l'oboe il violino, la viola ,stemperate in un indirizzo moderno, senza però travolgere tutto ma accompagnandolo.
Provate ad ascoltare la seconda traccia Not alone, l'oboe da il la al brano , che poi si dipana, in un percorso in cui viene fuori l'elemento moderno, il cosiddetto Tranceforlife.
I suoni elettronici combinati con le progressioni armoniche tipiche della musica antica barocca, per creare una miscela speciale ed effettivamente di grosso impatto. E qui viene fuori il genio creativo di Albert Keyn, che intuisce le potenzialità vocali di Cecilia e la stimola in questa commistione sonora.. Ed ecco la seconda chiave di volta del disco la voce.
Cecilia accompagna l'impianto lo guida , essendo al centro del sound e non lo subisce..
Cecilia porta avanti le 10 tracce con le sue capacità espressive , di colorare via via i diversi momenti del progetto.
Lei dice di avere una grande ammirazione per Antony Hegarty , degli Antony and The Johnsons, questo straordinario folletto scoperto da Lou Reed e Laurie Anderson, e che ha incantato ed incanta sempre con le sue straordinarie capacità.
Un’artista alla quale devo molto è Antony Hegarty, mi meraviglio a scriverne, ma è una necessità, perché se io non fossi venuta a conoscenza della sua musica, e del suo sentire non credo che sarei stata in grado di aprire il mio animo e poter scrivere Petals e tutte le altre canzoni. Sono una persona molto sensibile, e l’incontro “etereo” con lui ha sbloccato la mia creatività permettendomi di credere fortemente nelle mie sensazioni e ad avere il coraggio di metterle in musica. Nutro profondo rispetto per Antony, e lo ringrazio per tutte le lacrime che ho versato ascoltando le sue composizioni.
Che profonda questa dichiarazione di Cecilia per un'artista che ti fa coinvolgere per la sua totale libertà di costruire un pezzo partendo dalla voce.
Petals, è frutto di tutti questi meravigliosi punti di riferimento.
E lo stimolo di Antony viene fuori prepotente in For who lives un impianto sonoro il cui il sinfonico ed il gotico vanno quasi a braccetto, potente e romantica nello stesso tempo.
E per non parlare della traccia numero 4 la bellissima Petals.
Petals è stata la prima canzone che ho scritto dopo tanti anni, parla del mio sentire interiore in maniera descrittiva e con molti riferimenti alla natura, per questo ne sono particolarmente legata. E’ il risveglio della mia anima.
Gli archi costruiscono un percorso delizioso ed emozionante per le evoluzioni vocali di Cecilia, che sa gestire il tutto con una naturalezza incredibile, giocando, coi cori in un brano romantico ed avvolgente al tempo stesso. Mirabile.
Tutte le altre tracce del lavoro meritano un plauso generale, da sottolineare l'ultima Promise, nella quale tocco sinfonico e input elettronici si integrano perfettamente grazie alla vocalità di Cecilia collant perfetto. Ottimo lavoro questo Petals.
Tutti gli arrangiamenti di questo progetto bellissimo sono stati fatti da Maurizio Rossi e poi visionati da Albert Keyn .
I musicisti, fondamentali in un canovaccio così complesso ma nello stesso tempo entusiasmante :
Oboe by Federico Cicoria
Acoustic Drums by Fabio Tensi
Acoustic Piano by Stefano Ligoratti
Violin by Eleonora Matsuno
Viola by Claudia Brancaccio
Cello by Valentina Giacosa
Recorder by Cecilia Luce
Executive producer : Albert Keyn and Maurizio Rossi from Kennvad publishing limited U.K.
Gli speciali del Giovedì sono a cura di Agostino Spolaore
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Classifica Rock
1 - 10
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| 3 | RADAR BROTHERS | HORSE DOWN | Stabile |
| 4 | POCO | NEIL YOUNG | Salita |
| 5 | THE LEISURE SOCIETY | FIGHT FOR EVERYONE | Discesa |
| 6 | SON VOLT | ANGEL OF THE BLUES | Discesa |
| 7 | THE LAST BISON | QUILL | Salita |
| 8 | ADAM GREEN AND BINKI SHAPIRO | DON'T ASK FOR MORE | Nuova |
| 9 | YAST | ROCK N' ROLL DREAMS | Salita |
| 10 | CAMERA OBSCURA | DO IT AGAIN | Salita |
11 - 20
| Pos. | Autore | Titolo | Stato |
|---|---|---|---|
| 11 | BILLY BRAGG | NO ONE KNOWS NOTHING ANYMORE | Discesa |
| 12 | STEVE EARLE & THE DUKES (& Duchesses) | AFTER MARDI GRADI GRAS | Discesa |
| 13 | THE CAVE SINGERS | EASY WAY | Nuova |
| 14 | ELLIOTT MURPHY | LITTLE BIT MORE | Discesa |
| 15 | THE DESOTO CAUCUS | HERE'S ONE | Nuova |
| 16 | CONCRETE KNIVES | BE YOUR OWN KING | Discesa |
| 17 | MEAT PUPPETS | ORIGINAL ONE | Nuova |
| 18 | JOHN GRANT | GMF | Discesa |
| 19 | PHOSPHORESCENT | SONG FOR ZULA | Discesa |
| 20 | RICHARD THOMPSON | WHERE'S HOME? | Discesa |















