CIASPOLADA 2012: vincono Santi e Andreu

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Il modenese Antonio Santi e la spagnola Laia Andreu Trias tagliano per primi il traguardo della classicissima prova sulle racchette da neve, giunta alla trentanovesima edizione.

 
Un lungo serpentone di seimila ciaspolatori ha solcato gli otto chilometri che dividono Romeno e Fondo, in Alta Val di Non, in Trentino. Disputatasi come di consueto il giorno dell'Epifania, l'edizione 2012 de La Ciaspolada è stata contrassegnatala dalla leggera nevicata della notte prima. La trentanovesima edizione della kermesse ha visto la partecipazione di atleti di venti nazioni, dal Canada al Nepal. E grande spazio è stato riservato anche ai rappresentanti dell'AIDO, associazione gemellata con il comitato organizzatore e che ha accompagnato lungo il percorso ben cinque atleti sottoposti negli scorsi anni a trapianti.
Per Antonio Santi (tempo finale 22'44), modenese di Vignola e classe '73, la vittoria 2012 affianca quella ottenuta nel 2005. Santi si è dimostrato apace di gestire al meglio la fatica e la distanza, evitando di rispondere subito all'allungo dell'italo-marocchino Said Boudalia, suo rivale anche sette anni fa. Il terzo posto è andato al ventitreenne bergamasco Alex Baldaccini, staccato di ventinove secondi dal vincitore e seguito dal cadorino Manuel Da Col e dal padrone di casa Giuliano Battocletti, delusissimo per non esser riuscito a vincere per la quarta volta quella Ciaspolada che transita a pochi metri dalla sua casa di Cavareno.
A sorprendere tutta la pattuglia femminile è stata invece la trentaduenne catalana Laia Andreu Trias, specialista tanto della corsa con le ciaspole ai piedi quanto delle medie e lunghe distanze, su asfalto e sterrato. E' partita subito forte, la spagnola: un ritmo incalzante che l'ha condotta in fuga e a conquistare la vittoria con il tempo di 27'28", solo 3" di vantaggio nei confronti dell' italiana Maria Grazia Roberti, la quale ha visto svanire nel finale il sogno di aggiudicarsi per cinque anni consecutivi il titolo di vincitrice. Terza è giunta Ludmjlla Di Bert, staccata di quindici secondi dalla Andreu.
Nel dopo gara, il vincitore Santi si è dichiarato ovviamente contentissimo. "Ho amministrato bene la gara e sono davvero felice. Sapevo di poter puntare a un posto nei primi quattro, ma non pensavo certo alla vittoria. Nel Boudalia è partito subito forte, ma ho preferito non seguirlo e andare in progressione, quella che da sempre è la mia caratteristica. E proprio come nel 2005 ho vinto in rimonta, sfruttando il calo dei miei avversari nel finale. Correre sulla neve, per me, è sempre fantastico: è qualcosa in più di una semplice gara e se poi si riesce anche a vincere…"
Giuliano Battocletti, quinto classificato non è riuscito a nascondere la grande delusione. "E' andata malissimo. Questa gara, la volevo vincere a mani basse ed era alla mia portata, ma subito dopo il via ho capito che non era giornata. Le gambe non rispondevano, molli e vuote, non sono praticamente mai riuscito a sentire le giuste sensazioni. E vedermi tutto sommato abbastanza vicino ai primi, mi fa montare una delusione incredibile". 
Tra le donne, la vincitrice Laia Andreu era raggiante. "E' la quarta volta che partecipo alla Ciaspolada e sono riuscita a vincerla. Sapevo che l'atleta da battere era Maria Grazia Roberti e per questo ho cercato di partire subito forte, per provare a metterla in crisi. E così è stato. Nel finale la Roberti mi si è avvicinata parecchio, ma stringendo i denti sono riuscita a tenerla alle mie spalle. Sono arrivata al traguardo stremata. Questo tipo di gare, sulla neve, mi piacciono moltissimo ed anche in Spagna c'è uno speciale circuito di Coppa Europa. Da noi, però, manca l'atmosfera della Ciaspolada, che è unica. Tanta gente lungo tutto il percorso, un clima davvero entusiasmante. Proprio per questo, voglio esserci anche l'anno prossimo, per riprovare a vincere e per rivivere le grandi emozioni che ho vissuto oggi"
Maria Grazia Roberti ha ammesso la sconfitta. "E' difficile nascondere la delusione; mi sono fatta sorprendere dalla Andreu che è scappata via subito insieme alla Di Bert. A Fondo non c'è paragone tra l'arrivare prima e seconda: vincere qui è un'emozione pazzesca e volevo viverla di nuovo, per fare cinquina e iniziare l'anno nel migliore dei modi, ma purtroppo non ce l'ho fatta".

Per BluRadioVeneto: 
Simone Francescon