La Coldiretti occupa il Brennero

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Saranno 800 gli agricoltori veneti della Coldiretti che domani occuperanno il Brennero per scovare gli alimenti che entrano nel nostro Paese già marchiati "made in Italy". Dopo l’allarme mozzarella blu, migliaia di allevatori e coltivatori italiani saliranno al valico e occuperanno il passo, anche con i trattori, bloccando i camion carichi di prodotti alimentari diretti nel nostro Paese e destinati ad essere spacciati per locali. Di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, Coldiretti apre una nuova fase di mobilitazione che prende le mosse dalla frontiera del Brennero, con l’obiettivo di scoprire il "finto Made in Italy" trasportato sui camion. Passate le frontiere i mezzi pesanti saranno poi seguiti con auto “civetta” fino a destinazione. Attraverso il valico del Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri all'anno ma anche decine di migliaia di cosce di maiale per fare i prosciutti, pomodori e altri prodotti destinati a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori. “Dopo un anno – spiega il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon – torniamo a presidiare il valico di frontiera per dimostrare che la nostra “operazione verità” non era un semplice spot ma un intervento articolato e organico, che richiama ciascuno alle proprie responsabilità. Ecco perché, ancora una volta, migliaia di agricoltori lasceranno le proprie occupazioni, nel pieno della stagione e non senza difficoltà, per far sentire con forza la propria voce e chiedere conto delle promesse fatte un anno fa sotto le nostre bandiere. A che punto sono le misure di contrasto alla contraffazione internazionale? Dove sono i dati sulle verifiche degli alimenti che ogni giorno varcano i confini del nostro Paese? A quando l’etichettatura obbligatoria su tutti i prodotti? A quando la pubblicazione dei nomi delle aziende che, nonostante la loro sbandierata “italianità” fanno uso di materia prima che nulla ha a che fare con la nostra agricoltura?".

Ai microfoni di Bluradio Veneto Marco Calaon.

Per BluRadioVeneto: 
Fiorella Girardo