Nuove povertà: l'allarme della Caritas di Venezia

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Nel Nordest che cerca di uscire dalla crisi tra i "nuovi" poveri che bussano alle porte della Caritas ci sono i divorziati, quelli che hanno l'obbligo di legge di sostenere la famiglia da cui si sono staccati ma non hanno più il reddito per garantire a loro stessi un alloggio. Preoccupazine anche per gli immigrati che rimangono senza lavoro e non hanno una rete famigliare.  "Da tempo - dice don Dino Pistolato, direttore della Caritas di Venezia - sostengo che le persone divorziate sono andate a ingrossare le fila di chi è stato toccato dalla crisi e rischia di trovarsi in difficoltà". La memoria corre a una persona che ha visto ridursi drasticamente gli introiti da lavoro ma deve ogni mese versare all'ex moglie una cifra decisa quando il suo reddito era quasi quattro volte superiore. "Sono queste le persone e le famiglie - spiega don Pistolato - che si sono trovate impreparate e bussano alla porta dei servizi sociali senza sapere esattamente cosa chiedere". Le mense e gli alloggi notturni veneziani hanno visto in poco tempo aumentare di molto il numero delle richieste - "alla sera distribuiamo panini a 250 persone solo a Mestre" -. Tra i tanti a chiedere ci sono i "poveri" abituali, ma molti sono anche i "nuovi" poveri quelli che a guardarli vestono bene e non sembrano in difficoltà. Dietro di loro, in tanti casi, ci sono famiglie con figli. Non più singoli, quindi, ma gruppi familiari che hanno il problema di pagare bollette o mutui per la casa, ma anche di acquistare generi di prima necessità. "Ogni settimana - ricorda don Dino - vengono distribuite dalle varie realtà coinvolte 6.000 borse con la spesa, pari a circa 800 al giorno, e vengono anche da altre province per averle".  Sentiamo al nostro microfono don Dino Pistolato, Direttore della Caritas veneziana

Per BluRadioVeneto: 
Elena Mattiuzzo