Trapianto di rene da donatore con gruppo sanguigno incompatibile

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Il trapianto di rene da un donatore vivente di gruppo sanguigno B, incompatibile per il ricevente, che è invece  di gruppo 0 è stato eseguito presso l'Azienda Ospedaliera di Padova per la prima volta nel Veneto e realizzato solo due volte in Italia. Il paziente, un 29 enne, ha ricevuto il rene dalla mamma. Il paziente, che ha 29 anni, aveva scoperto a 18 anni di avere una malattia renale, che nel corso degli anni è andata aggravandosi fino al giorno in cui gli è stata prospettata la necessità della dialisi. La mamma, C.R., di 51 anni, appena ha saputo che solo un trapianto di rene avrebbe potuto risparmiare a suo figlio il trattamento dialitico non ha esitato e si è proposta come donatrice. Il suo stato di salute era dei migliori, ma si è accertato che madre e figlio avevano un gruppo sanguigno incompatibile. Questa circostanza, che si presenta circa nel 30% dei potenziali donatori di rene da vivente, in passato avrebbe precluso qualsiasi possibilità di effettuare il trapianto. Ma oggi non è più così grazie allo sviluppo di un protocollo di rimozione degli anticorpi contro gli antigeni del gruppo sanguigno, che si avvale di plasmaferesi e della somministrazione di farmaci specifici, che ha permesso l'esecuzione del trapianto. Alla fine di luglio, dopo essere stato sottoposto ad una impegnativa preparazione iniziata un mese prima, il paziente ha potuto ricevere il rene della madre. Al nostro microfono Segio Cantoni, trapiantato di rene, il Prof. Pietro Rigotti Dir. Centro trapianti rene e polmoni di Padova e il responsabile del centro immunotrasfusionale Piero Mason.

Per BluRadioVeneto: 
Elena Mattiuzzo