Verona terzo, Padova travolgente, il Cittadella ferma il Toro, il Vicenza crolla

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Ventitreesima giornata in serie B. Il Verona regola la Juve Stabia e risale al terzo posto. Nel posticipo, il Padova travolge la Reggina al Granillo. Il Cittadella blocca in casa il Torino, raggiunto in vetta alla classifica dal Sassuolo. Gli emiliani vincono perentoriamente contro il Vicenza.

VERONA-JUVE STABIA 2-0

Dopo la sconfitta rimediata a Pescara, il Verona torna a vincere, bettendo 2-0 al Bentegodi la Juve Stabia. 
Mandorlini recupera Halfredsson, Gomez e Meietta, mentre il tecnico stabiese Braglia è squalificato. Nel primo tempo i ritmi sono piuttosto blandi e non emergono molte azioni di rilievo. Il Verona, comunque, gestisce meglio il possesso di palla e trova il goal a due minuti dalla fine del primo tempo con Scaglia, bravo a realizzare su suggerimento di D'Alessandro.
Nel secondo tempo iniziano bene gli ospiti, ma gradualmente ritorna in cattedra il Verona. I primi dieci minuti sono pieni di emozioni. Lo stabiese Erpen impegna Rafael, che devia sopra la traversa, poi Molinari anticipa Pichlmann (subentrato a Bjelanovic) d'un soffio. La Juve Stabia reclama per un presunto fallo da rigore su Sau, ma l'arbitro fa proseguire. Il gol della sicurezza dell'Hellas è un'altra prodezza dell'austriaco Pichlmann, il quale difende un pallone dentro l'area, riesce a superare due giocatori e, nonostante l'atterramento di Colombi, riesce a infilare in porta. Finisce 2-0 per il Verona, tornato terzo a 44 punti dietro al duo di testa Sassuolo-Torino (46) e Pescara (45).
In sala stampa arriva il tecnico veronese Andrea Mandorlini. "'Sapevo che avremmo giocato contro una squadra tosta, con tante caratteristiche che possono metterti in difficoltà. Era una partita difficile perché bisognava ripartire dopo le sconfitte di Roma e Pescara, Abbiamo avuto alcune difficoltà, ma abbiamo fatto un'ottima partita. Ora pensiamo a recuperare per prepararci al prossimo match molto importante.

REGGINA-PADOVA 1-4

Nel posticipo, il Padova, trascinato da un grande Francesco Ruopolo, sbanca il Granillo, asfaltando la Reggina con un eloquente 1-4. Dal Canto, senza diversi effettivi a disposizione, schiera Trevisan a fianco di Legati al centro della difesa e propone il trilatero Dramè, Ruopolo ed Hallenius in attacco, con Marcolini in cabina di regia. Sul fronte opposto, il neo tecnico amaranto Gregucci si affida al 3-5-2, con il neo acquisto Freddi in difesa e coppia Campagnacci-Ceravolo in avanti.
Il Padova parte con il piglio giusto e passa in vantaggio al 27' con Ruopolo, bravo ad insaccare in spaccata, all'altezza del secondo palo, su cross dalla sinistra di Renzetti. Il raddoppio giunge al 45' sugli sviluppi di un corner: Marcolini calcia dalla bandierina, Ruopolo spizza di testa e Cuffa insacca da due passi. La Reggina sembra tornare in partita all'ultimo minuto di recupero, quando Nicola Viola accorcia le distanza con una punizione magistrale dai venticinque metri. La prima frazione si chiude sul 2-1 per il Padova.
Nella ripresa, la Reggina si rovescia in avanti ma Pelizzoli fa buona guardia e devia in angolo un tiro insidioso di Ceravolo. Il Padova controlla senza particolari patemi e, dopo un goal divorato da Hallenius, al 71' trova il tris con lo scatenato Ruopolo, il quale colloca il pallone all'incrocio dei pali alla sinistra di Pietro Marino. Il poker viene firmato da Hallenius all'80', con un bel diagonale da sinistra verso destra. Finisce con il trionfo dei biancoscudati, ora quinti a 41 punti, saldamente in zona play off e con nove punti di vantaggio sulla settima, per l'appunto la Reggina, fortemente contestata dai propri tifosi a fine partita.

CITTADELLA-TORINO 1-1

Il Cittadella si conferma bestia nera del Torino (tre vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta in otto partite in serie B) e blocca sull'1-1 gli uomini di Ventura, ora agganciati al comando da Sassuolo, vittorioso 4-2 sul Vicenza.
Foscarini, privo dell'infortunato Di Carmine, sposta Scardina sulla corsia difensiva di sinistra e ripropone D. Gasparetto al centro del pacchetto arretrato, con Bellazzini, Di Nardo e Maah nel trilatero offensivo. Sul fronte opposto, Ventura, senza Ebagua squalificato, opta per il 4-2-4, con l'ex Sgrigna ed Antenucci centrali e Stevanovic e Surraco larghi, mentre Rolando Bianchi e l'ex Meggiorni - appena giunto da Novara - siedono in panchina. Parte di gran carriera il Cittadella e al 5' Coppola si oppone sulla conclusione di Maah da dentro l'area. Il gol per il Cittadella è nell'aria, e arriva puntuale al 6' con un tocco sotto misura di Gasparetto nell'area piccola, su assist aereo di Di Nardo, sugli sviluppi di un angolo di Bellazzini. Il Toro si riorganizza e pareggia al primo vero tiro in porta, al 16', con un diagonale mancino di Antenucci, lanciato sul filo del fuori gioco da Sgrigna (vedi foto). A questo punto il Torino pigia sull'acceleratore e sfiora il raddoppio al 27' con una discesa di Stevanovic, e con Scardina che anticipa Antenucci sulla linea di porta. Il primo tempo si chiude con un goal per parte. La ripresa vede un Toro maggiormente convinto dei propri mezzi e al 54' Cordaz para a terra su staffilata di Sgrigna. Al 67' il portiere Coppola, poi sostituito da Morello, si infortuna a seguito di uno scontro fortuito in uscita con il compagno Di Cesare. Al 69' ci prova ancora Stevanovic di testa, ma Cordaz para sena problemi. Sull'altra sponda Di Nardo viene anticipato all'ultimo istante da Parisi in angolo, su cross del neo entrato Di Roberto. Ventura getta nella mischia Meggiorini e Bianchi e il Toro è vivo e va vicino al goal al 77' con l'ex Meggiorini, che conclude fuori da dentro l'area, su assist di Stevanovic dalla destra. Nel finale, il Torino manca la rete della vittoria per due volte: all'89' Antenucci costringe Cordaz a una grande parata di piede; al 91' Bianchi manca in spaccata la deviazione sotto porta su cross di Antenucci. Finisce 1-1 e il Cittadella sale a quota 30 in compagnia della Sampdoria, non lontano dalla zona play off, ma anche non lontanissimo dalla zona play out.
In sala stampa arriva il tecnico del Cittadella Claudio Foscarini. "Il risultato è giusto, anche se nel secondo tempo abbiamo abbastanza sofferto contro un Torino costituito da grandi giocatori. Abbiamo iniziato bene e Scardina, sulla fascia difensiva di sinistra, ha giocato con efficacia. Siamo contenti di essere considerati la bestia nera del Toro. Ora ci attendono due impegni molto difficili contro Padova e Sassuolo."
Arriva anche il tecnico torinista Giampiero Ventura. "Oggi meritavamo sicuramente di vincere, soprattutto per le tante palle-gol sprecate nella ripresa. Dopo un inizio di gara preoccupante, con amnesie in fase difensiva, siamo cresciuti nella ripresa con personalità. Mi spiace molto per l'infortunio di Coppola, unica nota storta della giornata".

SASSUOLO-VICENZA 4-2

Anche il Vicenza si è deve inchinare al momento d'oro di Gianluca Sansone, classe 1987 ed autore di una splendida tripletta nel 4-2 finale con cui il Sassuolo schianta i ragazzi di Gigi Cagni. 
Il Vicenza comincia bene, tenendo in mano il pallino del gioco e colpendo anche una clamorosa traversa con Rigoni (24'). Il Sassuolo non si disunisce e da l'inizio al "Sansone show". Al 42' un'altra magistrale punizione del giovane attaccante sblocca la gara. Nella ripresa, al 50', la punta emiliana usa il destro per battere Frison in uscita. Il rigore di Abbruscato al minuto 55 sembra riaprire i giochi ma, tre minuti più tardi, il Sassuolo trova il goal del 3-1 con un morbido sinistro a giro, neanche a dirlo, proprio di Sansone. La partita a questo punto cala notevolmente i suoi ritmi, anche se Frison è protagonista su Valeri e Marchi. Nei minuti di recupero arrivano le ultime due marcature: al 90' Rigoni riaccende le velleità dei berici, mentre al 92' il neo acquisto del Sassuolo Gazzola fissa il risultato sul 4-2 definitivo.
Con questa sconfitta, la seconda consecutiva, la formazione vicentina rimane a quota 26, in una posizione tutt'altro che tranquilla.
In sala stampa interviene il tecnico del Vicenza Luigi Cagni. "Sono molto arrabbiato con i miei ragazzi. Devono capire che non si può fare questo mestiere se non ci si applica al massimo per tutta la gara. Prendano esempio dai giocatori del Sassuolo: tutti che corrono, tutti che lottano, tutti sempre aggressivi. Non posso parlare di tattica e di tecnica, se alla base non c'è la voglia di vincere. In tribuna c'era Lo Monaco per Frison? Mi dispiace per il Catania: Frison è il nostro portiere e lo rimarrà fino al termine della stagione".
 

Per BluRadioVeneto: 
Simone Francescon