Andrea Salini - Lampo Gamma

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Un critico per recensire il nuovo lavoro di Andrea Salini - Lampo Gamma, il terzo della sua discografia, ha messo in evidenza il rapporto con la chitarra "ad un certo punto della sua vita Andrea si aggrappa alla chitarra la studia la suona la fa sua".

Questo forte legame, questa alchimia imprescindibile e' la chiave di volta per capire l'universo del nostro e per entrare nei sette brani che sono la struttura della nuova fatica, brani tutti composti da Andrea Salini assieme a Simone Gianlorenzi, che è anche il produttore artistico del disco.

Una formazione aperta quella di questa lavoro  che vede come base portante  le due chitarre quella di Andrea  e di Simone  il basso di Pino Saracini, e la batteria di Matteo di Francesco  con  l'inserimento in 3 brani delle tastiere di Luciano Zanoni.

Questo è il terzo per antonomasia difficile album traguardo che Andrea supera in modo brillante e convinto.

E si comincia subito senza tanti preamboli con Strange Days, il singolo.

Pezzo  che parte piano un tantino cupo ma poi diventa potente un classico meraviglioso Hard Rock, come ai bei tempi, con una formazione a 3.

La sei corde  di Andrea irradia energia, il basso per l'occasione di Simone spinge in modo incredibile ed il drumming metronomo di Matteo fa il resto, ma la vox, la voce cari signori la voce di Salini rodata da centinaia di concerti in giro per la penisola ed oltre, sa cavalcare perfettamente il momento, senza esitazione , e ti entra dentro non puoi stare assolutamente insensibile. Un opener di tutto rispetto Strange Days. 

Distant planets la seconda traccia del disco preme sul freno e' volutamente meno frizzante del brano di esordio. Andrea stavolta con la formazione allargata ci regala una languida avvolgente ballad con l'acustica di Simone che si intreccia con i giri pindarici della sei corde di Andrea ispiratissimo, il basso portante di Pino Saracini ed il keyboards di Luciano Zanoni con l'ineffabile drumming di Matteo Di Francesco, costruiscono il quid melodico, dentro il quale la voce di Andrea va a nozze, pezzo di grande trasporto ed assolutamente vincente. 

Non ci poteva mancare un omaggio traversale all'idolo di sempre Hendrix, con Hendrix Funk (the comet), Andrea tocca i sentieri del funky assemblandoli con il rock e l'impasto e' musicalmente perfetto.

La passione per un mito,  questa vocalità partecipata le due chitarre il basso la batteria e l'intraprendente hammond di Luciano Zanoni rendono il pezzo estremamente fruibile sotto tutti i punti di vista. 

Space Anthem è uno strumentale, spaziale tra virgolette, molto affascinante costruito dalla solista di Andrea e dagli effetti predisposti con molta bravura da Simone, un momento di pausa nel vortice degli assoli. 

Bad moon rising è una riproposizione di un brano dei Credence scritto da John Fogerty e lanciato come singolo negli States  il 3 agosto del 1969, è un brano importante pacifista  contro la partecipazione degli States nella guerra in Vietnam.

In Italia  venne tradotta da  Bruno Lauzi con la partecipazione di Claudio Rocchi e prese il titolo di La Luna è stanca, Formazione a 3  per Andrea nella reinterpretazione del brano dei Credence.

Versione potente e non poteva essere altrimenti, le schitarrate iniziali rappresentano la tragedia di una guerra inutile ,come  tutte le guerre ovviamente.

Due chitarre  e  la batteria basta ed avanza per dare un senso ad un pezzo così  ricco  di significati. Grande versione.

The moon la sesta e penultima traccia è forse il vertice della raccolta. Un brano intriso da una melodia contagiosa che parte da una vocalità appena appena accennata ed intimista per poi spaziare in una vera e propria ballad dai toni avvolgenti e romantici,

Andrea sa giocare le sue carte anche sui terreni non sempre scoscesi  e difficili da percorrere, e lo fa con grande abilità con grande sicurezza, Moon e' un piccolo capolavoro di  equilibrio sonoro fra lontani retaggi  nostalgici “floydiani”. Bellissima

Si termina con The martian, un effervescente strumentale in cui l'energia da palco del rockettaro di classe viene fuori alla grande. 

Dobbiamo per ultimo sottolineare la cura certosina con cui è' stato realizzato il disco, con la collaborazione di un monstre come il  tecnico del suono Fabrizio Simoncioni con una miriade di collaborazione illustri, ed il mastering è' stato eseguito nello studio numero 1 al mondo il Marcussen di Los Angeles.

Non so se mi spiego. 

Grande Andrea Salini.

Per BluRadioVeneto: 
Maurizio Calzavara