DANIELE SEPE UND ROTE JAZZ FRAKTION - Kronomakia

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Una cosa questo nuovo disco di Sepe (secondo con l'ironica denominazione Rote Jazz Fraktion) non tradisce: la ormai quasi proverbiale bulimia discografica del nostro, probabilmente frutto della sua estraneità alle ferree leggi cronologiche del mercato discografico, grazie anche alla complicità di un "editore" tipico e compiacente quale è senza dubbio Il Manifesto.

La sorpresa invece sta nella natura di questo "Kronomakia".  Mai avrei immaginato che Daniele potesse rivelarsi un cultore (oltretutto da lunga data) di musiche medievali ed affini.
E proprio questa è la scelta fatta per questo album: suonare brani di qualche centinaio d'anni fa,  addirittura con cantato in latino, come se nulla fosse, con lo stile, l'elettricità, gli strumenti che lui usa abitualmente, assolutamente moderni. 
Ovviamente c'è anche un intento pedagogico/politico: dimostrare l'inconsistenza della distizione artificiosa tra musica "colta" e di consumo.
Tutti brani antichi, con l'eccezione della sua Vite Perdite e delle bellamente improbabili covers di Norwegian Wood e Stayn' alive (!!!). 

Per BluRadioVeneto: 
Luciano Marcolin
Etichetta / Distribuzione: 
IL MANIFESTO
Tracce: 
01. Saltarello III 02. Gran Miragre (Que poral non devess om') 03. Vite Perdite CB 124 04. Vite Perdite 05. Suite Galiziana 1 06. Suite Galiziana 2 07. La Manfredina 08. La Rotta 09. Tempus Transit Gelidum 10. Ut Solis Radium (Stella Splendens) 11. Madre De Deus 12. Vivimus (Stayin' alive) 13. Norwegiae Lignum (Norwegian wood)