KISSES FROM MARS - Birth of a new childhood

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Non c'è niente da fare, questo tipo di sonorità mi prende regolarmente. Post rock nella sua incarnazione non accademica, contaminato da psichedelia solenne, artica, lenta e saggia nel suo non farsi toccare minimamente dalla vociante contingenza della banalità.
Sono di Ravenna i Kisses from Mars e con questo monolite riescono ad evocare memorie ancestrali. Trascendenza intesa come introspe-zione, viaggio nella quintessenza dello spirito.
Il contrario del rock maintream più o meno indie. Una liberazione dei sensi e della mente, per cuori che non hanno smesso di battere il ritmo di una vita non omologata.
L'ipnosi delle volute sonore non può non incantare chi desidera, ha bisogno di farsi incantare. Allo stesso tempo le volte di un'architettura acida, psichedelica e sognante solleticano la mondanità che non vuole non tener conto della memoria, della storia di questa musica di cui, nonostante tutto, non riusciamo a fare a meno.

Basso, chitarra e batteria. La triade classica del rock. Qui però siamo più dalle parti "malate" dei corrieri cosmici, della narcosi dopata di gente come i Loop, piuttosto che da quelle dei Cream. Anche se poi da lì è partito tutto ed, alla fine, il cerchio si chiude sempre. Imponente.

Per BluRadioVeneto: 
Luciano Marcolin
Etichetta / Distribuzione: 
DISCO DADA
Tracce: 

01. Wor(l)ds
02. Sunset Of The Giant
03. Albatros
04. Tide
05. Senses
06. Pyramid
07. Sedna