LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA - Canzoni da spiaggia deturpata

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LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

A fiutare in giro per il (sotto) bosco underground, si sentiva aria di botto, di predestinato a caso dell'anno. Ad un primo ascolto c'è indubbiamente la conferma. Oddio, non so se proprio un botto, di quelli epocali; ma, visto che le epoche sono ormai un caso da archeologi, almeno un bottarello il signor Vasco Brodi lo ha fatto.
 Mi dicono di un demo, precedente a questo lavoro compiuto, che è diventato una specie di oggetto di culto, leggenda di spartana e grezzissima carta vetrata.
Al confronto, sempre la vox populi sentenzia, questo album sarebbe "normalizzato", anestetizzato. E figurarsi cosa deve essere stato il demo! Una mezzoretta di nuda vita all'epoca della globalizzazione, della precarietà orfana di istituzioni, della tardo modernità che ama il suo paesaggio desolato.
Questa è l'epifania che celebra Le luci della centrale elettrica. E, a pensarci bene, è come il bambino che indica candidamente la scandalosa e taciuta nudità del re: tutti la vedevano, come tutti vivono l'oggi, ma nessuno metteva da parte le remore a favore della verità, come nessuno (forse) è stato in grado di interpretare così semplicemente la deriva del presente.
Carta vetrata le parole, stridore razionale le musiche, per lo più di Giorgio CCCP Canali. Quasi un frullato postmoderno di Gaber e Rino Gaetano (doverosamente e direttamente citato, in un passaggio, alla lettera). Un messaggio nella bottiglia ad uso dei posteri ma anche e soprattutto di noi contemporanei.
Dimenticavo: raramente l'artwork è riuscito a coniugarsi così efficacemente con il contenuto.

Per BluRadioVeneto: 
Luciano Marcolin
Etichetta / Distribuzione: 
LA TEMPESTA / VENUS
Tracce: 

01 Lacrimogeni
02 Per Combattere L’Acne
03 Sere feriali
04 Stagnola
05 Piromani
06 La Lotta Armata Al Bar
07 La Gigantesca Scritta Coop
08 Fare I Camerieri
09 Produzioni Seriali Di Cieli Stellati
10 Nei garage di Milano Nord