Matt Waldon - Grow Up

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Con Grow Up terzo lavoro da solista Matt Waldon, giovane e talentuoso musicista padovano, arriva ad una svolta importante nel suo percorso artistico.

Dopo l'incantevole esordio di Oktober del 2012 e  l'ottimale conferma di Learn to love del 2014, Matt crea una band, gli Hungry Bears, che spingono il lavoro verso un percorso  sonoro totalmente diverso rispetto ai due dischi precedenti.
Grow Up diventa  quindi un album elettrico.
L'influenza cantautorale con  i songwriter a stelle e strisce nel cuore e sempre presente, ma non è più un elemento essenziale, e grazie ad una giusta dose di distorsione ed un pelo di acidità  trasforma Grow up in un disco pimpante  e chitarristico con tanti risvolti, e tante belle sorprese.
Matt lo definisce il suo white album ed a ragione, per i svariati incastri sonori creati nel canovaccio.
Anche in questo lavoro la cabina di regia e' affidata all'amico e mitico chitarrista americano Kevin Salem.
Kevin e' molto ispirato nei 3 brani a cui partecipa e la svolta elettrica di Matt  non fa che evidenziare un talento  quello di Kevin che nel corso degli anni non e' mai venuto meno.

Dieci tracce tutte di ottima levatura. Si parte con lo strumentale Hungry Bears
Una lunga affascinante cavalcata , un suono che piano piano ti prende ti avvolge, un blues tirato e sporco , un gran brano con un ottima performance alla  lead guitar di Carlo Toffano, il tutto in un sapiente mixaggio che porta il brano verso colori evidentemente psichedelici. Una bomba 

7 beers  è il primo avviso per la svolta elettrica.

Un pezzo ritmico coinvolgente grande ancora Carlo Toffano alla solista, Matt all'altra elettrica con Kevin alla terza elettrica,  un  drumming sostenuto e pimpante di Alberto Vallese , un basso puntuale e coinvolgente di Francesco De Negri, ecco la band che spinge 2.45 di rock miei cari signori, ma con quel pizzico di blues che non guasta mai il   cantato di Matt molto ispirato, altro centro 

14 Rooms

Altra conferma un giro d'acustica di Matt iniziale, poi il brano prende piede colorato da un intervento di piano  saltellante e dall'organo hammond molto bluesy di Giordano Girotto.
Voce sempre bene impostata di Matt , al centro ma che poi lascia spazio al ritorno della solista di Carlo Toffano che nella parte finale spinge letteralmente il brano, ancora tre minuti scarsi ma altamente significativi. 

21 cigarettes
Un basso iniziale portentoso di Francesco  De Negri, che da' il cominciamo, ad un brano strepitoso, uno dei vertici del disco.
Matt canta in un fare quasi “waitsiano”, il pezzo è bellissimo, intrigante  quasi dark per certi versi, con un enfasi distorsiva entusiasmante. la solista ti percuote ti avvolge, per poi alla fine planare in un pianeta tremendamente lisergico figlio del mondo caro a Jerry Garcia. Capolavoro. 

Save me
Chitarra acustica di Matt che apre la danza, per poi spalancare il tutto  ad un brano incredibile, di alternative rock bagnato di blues , ecco il violino di Chiara Giacobbe, ecco le armonie vocale di Debby Clinkenbeard al controcanto con Matt, ecco il drumming ispirato di Giampietro viola, ecco il basso di Francesco De Negri, e  poi tutti in piedi arriva Kevin Salem e la sua mirabile scuola  chitarristica, una danza miei cari signori una danza elettrica. Non ci sono altre parole: splendido. 

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In questa traccia ci si collega  a Matt dei dischi precedenti sopratutto Oktober.
Pezzo folk delicato ed avvolgente  con l'incantevole fraseggio di Paolo Ercoli al dobro supportato dal violino di Chiara Giacobbe il tutto chiuso dall'incantevole duetto delle due voci femminile e maschile di Matt e Debby, una piccola grande perla di cantautorato acustico pezzo folk leggermente movimentato ma delizioso. 

Gone Girl
Una ennesima cavalcata elettrica bagnata dal blues , con un trend iniziale assolutamente younghiano, e con la solita ottima performance di Carlo Toffano alla lead guitar il tutto impreziosito da un violino rock stavolta di Chiara Giacobbe, oramai questa e' la pelle del nuovo Matt  Waldon, ne siamo tutti compiaciuti. 

You'll never Get Back
Sicuramente un pezzo che si adatta alle dimensione della musica dal vivo.
Vibrante teso con le due elettriche in bella evidenza un bel muro ritmico una voce impostata  ottimamente da Matt che si fa accompagnare stavolta anche da Kevin Salem, alle armonie vocali, ancora una riprova che Matt si e' calato completamente nella nuova dimensione e con grande gusto e condivisione. 

No Slaves
Il rock’n’roll non ha ma fatto male a nessuno, ed appunto No slaves è in pezzo di sano rock’n’roll elettrico quello con la R maiuscola.
Ritmo tante fermate e ripartenze il lavoro di Alberto Vallese   al drumming e' prodigioso in questo brano, e pou la voce di Matt oramai e tutt'uno con il pezzo, senza una sbavatura. 

Grow up
Con la title track si chiude il cerchio.
Brano potente ritmico  costruito su di un giro di rock classico, bene impostato ben suonato ed interpretato con piglio da  un Matt in gran forma,potrebbe essere un singolo potenziale  perché è trascinante e lascia il segno. 

Grow up ascoltare per credere

Per BluRadioVeneto: 
Maurizio Calzavara