Recensioni

ORCHESTRA PANICA - Journey to devotion

Lietissima sorpresa questa lunga cavalcata elettroacustica che ci porta ad esplorare i meandri della psiche come non ci riusciva dai tempi dei "Corrieri Cosmici" tedeschi.

Tying Tiffany - Dark days white nights

Voglia di new wave, di quella scura, "dark" per usare l'inflazionata iperbole italiana, "goth" per la più corretta ed autoctona definizione che ne diedero i (padri) anglosassoni.
 

CALIBRO 35 - Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

Il chilometraggio del titolo chiama alla mente i record che, nel merito, seppero stabilire, in gara tra di loro, gli alfieri del progressive italiano dei settanta.

PANE - Orsa Maggiore

Gruppo romano che giunge al terzo disco e ci dice:
1) di amare il progressive italiano dei settanta;
2) di sentirlo però con un'urgenza espressiva che esclude qualsiasi tranquillizzante e sclerotico adagiarsi sul letto, piuttosto frequentato, della maniera pedante ed onanista dell'epigono.
 

CLAUDIO ROCCHI - In alto

Due nomi che incarnano, quantomeno per noi che allora vivevamo l'adolescenza e la pienezza crudele dei vent'anni, il mito.

RONIN - Fenice

Bruno Dorella si è oramai consacrato tra le "migliori menti" che popolano l'universo della musica popolare italiana (ed oserei anche un azzardo per quella internazionale).

ROSSO DI MARTE - Vol. 2 , Vol. 3

Laconici ed essenziali, sia nel titolo di questi due primi lavori che nell'artwork, vengono dal mantovano e ci regalano una musica altrettanto caratterizzata da assenza di orpelli

PIERROT LUNAIRE - Tre

Il culto del progressive italiano trascura spesso Pierrot Lunaire, forse perchè si trattava di una formazione atipica, non facilmente incasellabile nell'ortodossia che prendeva spunto e canoni da coevi anglosassoni che all'epoca ebbero un gran successo soprattutto nel nostro paese, generando conseguentemente una schiera di, più o meno originali imitazioni.

KISSES FROM MARS - Birth of a new childhood

Non c'è niente da fare, questo tipo di sonorità mi prende regolarmente. Post rock nella sua incarnazione non accademica, contaminato da psichedelia solenne, artica, lenta e saggia nel suo non farsi toccare minimamente dalla vociante contingenza della banalità.

FRANCESCO GIAMPAOLI - A caso

Difficile dare una definizione, circoscrivere in un genere, recintare in rassicuranti categorie un album come questo.