Recensioni

EGOKID - Ecce homo

Una delizia pop tanto evocativa quanto al veleno. Alla fin fine sulla scia, colta e di nicchia, della migliore tradizione del pop anglosassone "intelligente" e gotico, alla maniera di XTC, sua aragosta Robyn Hitchcock e via caramellando quei soliti sempre imprevedibili accordi.

GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO - Rojo

Lontani i tempi della saga CSI/PGR etc.; quando tutto veniva assorbito dalla esorbitante personalità di Ferretti: Giorgio Canali, che di quelle sonorità è stato importante quanto oscuro artefice, si è successivamente reinventato musicista in proprio ed ha dovuto fare i conti con la produzione di un proprio, personale immaginario.

THE ZEN CIRCUS - Nati per subire

Cattivi lo sono sempre stati: punk, toscani, con il lavoro precedente dal titolo esplicito "Andate tutti affan...lo".
Ma dal cuore tenero, come lo erano alla fin fine i ragazzi che (non) suonavano il punk (meno i toscanacci, a dire la verità).

OBAKE - Untitled

Di Eraldo Bernocchi ci siamo già occupati, anche recentemente, ed a giusta ragione. Trattasi sicuramente di uno dei pochi musicisti italiani il cui spessore è di livello internazionale.

PABLO E IL MARE: Miramòr

“Pablo e il mare” nasce a Torino nel 2002 dalle idee di Paolo Antonelli, voce e chitarre, test e musiche. Oggi Pablo e il mare si esibisce in trio semiacustico, con Marco Ostellino alle percussioni e Andrea Ferraris al piano elettrico. 

FRANCESCA LAGO - Siberian dream map

Un disco scuro, meditato e scevro da ogni retorica rock, alla maniera della "vecchia" new wave (mi si perdoni l'ossimoro).

WORKING VIBES - Italia solo andata

Terzo disco per il decennale dei rasta nostrani Working Vibes.

TV LUMIERE - Addio! Amore mio

Se cercate un disco per l'estate avete probabilmente sbagliato indirizzo, sempre che la vostra estate reale od immaginaria coincida con la sacrosanta triade sole mare amore.

LICHTIES - Animalia (EP)

Trio sintetico, nel senso di suono e strumentazione. Fa la sua presenza un bel sintetizzatore vintage.

Il Paradiso degli Orchi - Il Paradiso degli Orchi

Quattro ragazzi bresciani (dicono le note) ci hanno lavorato a lungo, circa quattro anni.
Tecnicamente e dal lato compositivo il risultato è buono.